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Compravendita: garanzia per vizi della cosa venduta, decorrenza della prescrizione dell’azione

In tema di compravendita, l’azione del compratore contro il venditore per far valere la garanzia ex art. 1495 c.c. si prescrive, in ogni caso, nel termine di un anno dalla consegna del bene compravenduto, e ciò indipendentemente dalla scoperta del vizio. La consegna del bene, dalla quale decorre il termine annuale di prescrizione ex art. 1495 c.c. per fare valere la garanzia per vizi della cosa ai sensi dell’art. 1490 c.c., è quella effettiva e materiale, che pone il compratore a diretto contatto con il bene medesimo.

Il principio di diritto è stato richiamato e fatto proprio dalla Corte di cassazione, Sezione II Civile, con l’ordinanza del 21 agosto 2020, n. 17597, mediante la quale ha accolto il ricorso e cassato con rinvio la decisione, assunta nel caso de quo, dalla Corte d’appello di Lecce.

La vicenda

La pronuncia in esame ha avuto origine dal fatto che Giovenale Cassio, con atto di citazione del 2005, premesso che aveva acquistato dalla Kappa s.r.l. mq 70 di mattonelle della Omega s.r.l. che presentavano differenze cromatiche, conveniva in giudizio innanzi al Tribunale di Taranto la Kappa s.r.I., chiedendo declaratoria di risoluzione del contratto in relazione alla quantità delle mattonelle difettate, con restituzione del prezzo pagato per le stesse e risarcimento del danno per euro 21.747,22.

Si costituiva in giudizio la società convenuta, la quale affermava la mancanza di responsabilità atteso di essere solo rivenditore delle mattonelle e chiamava in causa la fornitrice Omega s.r.l. affinché la tenesse indenne e, per l’effetto, venisse condannata al pagamento in favore di Giovenale Cassio.

Si costituiva la Omega s.r.l. deducendo la possibilità che le mattonelle presentassero differenze di tonalità, circostanza naturale stante il tipo di prodotto, eccependo anche la decadenza dalla garanzia e la prescrizione dell’azione per decorso del termine annuale.

Istruita la causa, il Tribunale di Taranto – con la sentenza n. 1450 del 2012 – evidenziava potersi riconoscere l’esistenza di un difetto di produzione solo per striature presenti su alcune mattonelle e, respinta la richiesta di risoluzione del contratto, condannava la Omega s.r.l. ad indennizzare l’attore per e 3.000,00, oltre IVA, nonché al pagamento delle spese in favore di entrambe le altre parti.

Contro la sentenza interponeva appello la Omega s.r.l. chiedendo accertarsi l’inesistenza di qualsiasi debito nei confronti delle altre due parti.

Quindi, la Corte d’appello di Lecce, con la sentenza n. 279 del 2015, ritenendo essere intervenuta la prescrizione dell’azione accoglieva l’appello e revocava la condanna di corrispondere indennizzo a favore di Giovenale Cassio.

La Corte d’appello accoglieva, altresì, l’appello incidentale di Giovenale Cassio e dichiarava la risoluzione del contratto di vendita con la Kappa s.r.l. in riferimento alle sole mattonelle viziate con conseguente condanna ad una somma di denaro con relativi interessi, nonché alle spese di lite di entrambi i gradi di giudizio.

La Kappa s.r.l. proponeva, quindi, ricorso per la cassazione, articolando due motivi.

I motivi di ricorso

Per quanto è qui di interesse, la ricorrente con il primo motivo, ha lamentato la «Violazione e falsa applicazione dell’art. 1495 c.c. relativamente al dies a quo per la prescrizione della garanzia».

L’azione si prescrive, in ogni caso, in un anno dalla consegna; ma il compratore che sia convenuto per l’esecuzione del contratto, può sempre far valere la garanzia, purché il vizio della cosa sia stato denunziato entro otto giorni dalla scoperta e prima del decorso dell’anno dalla consegna.

Art. 1490 Codice civile – Garanzia per i vizi della cosa venduta.

Il venditore è tenuto a garantire che la cosa venduta sia immune da vizi che la rendano inidonea all’uso a cui è destinata o ne diminuiscano in modo apprezzabile il valore.
Il patto con cui si esclude o si limita la garanzia non ha effetto, se il venditore ha in mala fede taciuto al compratore i vizi della cosa.

La decisione in sintesi

La Corte di cassazione, mediante la menzionata ordinanza n. 17597 del 2020, ha ritenuto il motivo fondato e ha accolto il ricorso, cassando con rinvio la decisione impugnata.

La motivazione

Come innanzi detto, la Corte d’appello ha ritenuto fondata l’eccezione di prescrizione dell’azione (formulata dalla Omega s.r.I.), in quanto la consegna del materiale alla società Kappa era avvenuta “evidentemente” prima del 2.10.2004 (data in cui, come da fattura, il materiale era stato fornito dalla Kappa al Giovenale), sicché la proposizione della domanda nei confronti della Omega s.r.l. (avvenuta con citazione del 2.12.2005) risultava tardiva in quanto proposta oltre il termine di prescrizione annuale dalla consegna di cui all’art. 1495, terzo comma, cod. civile.

Costituisce principio consolidato che, «in tema di compravendita, l’azione del compratore contro il venditore per far valere la garanzia ex art. 1495 c.c. si prescrive, in ogni caso, nel termine di un anno dalla consegna del bene compravenduto, e ciò indipendentemente dalla scoperta del vizio (Corte di cassazione, n. 11037 del 2017; Corte di cassazione, n. 26967 del 2011); e che la consegna del bene, dalla quale decorre il termine annuale di prescrizione ex art. 1495 c.c. per fare valere la garanzia per vizi della cosa ai sensi dell’art. 1490 c.c., è quella effettiva e materiale, che pone il compratore a diretto contatto con il bene medesimo» (Corte di cassazione, n. 4826 del 2019).

La Suprema Corte ha affermato, altresì, che l’art. 1495, comma 3, c.c., ove dispone che l’azione di garanzia per vizi della cosa venduta si prescrive “in ogni caso” in un anno dalla consegna, intende far decorrere quel termine anche se il compratore non abbia scoperto il vizio, ma non sottrarre il termine medesimo alle cause di interruzione di cui agli artt. 2943 e segg. Cod. civile.

In riferimento alle cause di interruzione va precisato che:

  • la prescrizione annuale deve ritenersi interrotta, a norma dell’art. 2944 c.c., per effetto del riconoscimento, da parte del venditore, del diritto del compratore alla garanzia (Corte di cassazione, Sez. Un., n. 16766 del 2019);
  • la prescrizione della garanzia per vizi è interrotta dalla comunicazione al venditore della volontà del compratore di esercitarla benché questi riservi ad un momento successivo la scelta del tipo di tutela, dovendosi escludere che la riserva concerna un diritto diverso da quello in relazione al quale si interrompe la prescrizione (Corte di cassazione, n. 22903 del 2015).

Sicché le manifestazioni extragiudiziali di volontà del compratore, compiute nelle forme di cui all’art. 1219, comma 1 c.c., costituiscono, ai sensi dell’art. 2943, comma 4, c.c., atti idonei ad interrompere la prescrizione dell’azione di garanzia per vizi, di cui all’art. 1495, comma 3 c.c., con l’effetto di determinare l’inizio di un nuovo periodo di prescrizione, ai sensi dell’art. 2945, comma 1 c.c. (Corte di cassazione, Sez. Un. n. 18672 del 2019).

Nel caso in esame, la Corte d’appello ha apoditticamente ritenuto fondata l’eccezione di prescrizione dell’azione, facendo esclusivo riferimento al dettato dell’art. 1495, comma 3, (secondo cui “l’azione si prescrive in ogni caso in un anno dalla consegna”), senza dare specifico conto né dell’esatto momento di decorrenza della prescrizione e della sussistenza di atti interruttivi, desumibili non solo sulla base di un esplicito richiamo dei momenti processuali, ma anche dal quadro probatorio versato in atti.

Vai al testo integrale

Ecco il link a: Corte di cassazione, Sezione II Civile, ordinanza del 21 agosto 2020, n. 17597

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